::: DIRITTO E SCIENZE DELLE INDAGINI DIFENSIVE
Vuoi sapere quali sono gli aspetti normativi afferenti le indagini difensive?

Vuoi sapere quali sono le piu' avanzate tecniche di prelievo e accertamento del profilo genetico?

Vuoi sapere quali sono i profili normativi e gli aspetti operativi della investigazione privata?


Diritto e scienze delle indagini difensive
Dalla teoria alla pratica, casi giudiziari


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Diritto e scienze delle indagini difensive



Avv. Eraldo Stefani

Docente di Diritto e Scienze delle Indagini difensive nel Master
in Scienze Forensi dell’Università degli Studi di Roma  “La Sapienza”.


Il relatore si sofferma sulla scelta del sistema accusatorio, adottata dal Legislatore italiano con il nuovo codice di procedura penale del 1988, ed evidenzia il ruolo di rilievo che assume l’iniziativa di parte, sia pubblica che privata, nella individuazione e raccolta delle fonti di prova. Questo nuovo impianto del processo penale ha determinato la creazione di una nuova moderna figura del difensore, soggetto dinamico ed intraprendente che va alla ricerca delle fonti di prova e porta al Giudice un proprio contributo all’accertamento dei fatti e quindi all’accertamento della verità, in parallelo al pubblico ministero.
Il nuovo ruolo del difensore, che assume una posizione più pubblicistica rispetto al passato allorquando vigeva il vecchio codice di procedura penale del 1930, gli impone, più di prima, il rispetto rigoroso delle norme deontologiche.
Il relatore illustra gli aspetti normativi afferenti le indagini difensive, introdotti il 24 ottobre 1989 con l’art.38 norme di attuazione al codice di procedura penale, ed analizza la recente disciplina delle indagini difensive, introdotta con legge del 397/2000 entrata in vigore il 18 gennaio 2001, evidenziandone le modalità operative, l’utilizzabilità processuale e le condizioni di operatività in sicurezza per evitare eventuali profili di responsabilità dell’avvocato. Egli delinea un vero e proprio protocollo che il difensore dovrà scrupolosamente osservare nell’espletamento dell’attività di indagine difensiva.
Scopri i primi 4 minuti del Video

Avv. Ferdinando Imposimato

Docente di Diritto e Scienze delle Indagini difensive nel Master
in Scienze Forensi dell’Università degli Studi di Roma  “La Sapienza”.

Il relatore, che ha esercitato l’attività di magistrato per oltre quaranta anni, e che ora esercita la professione di avvocato, approfondisce la problematica dell’errore giudiziario, constatando come il più delle volte esso si annidi sin nelle prime fasi delle indagini preliminari e poi si sviluppi nel processo fino a condizionare il libero convincimento del giudice al momento di emettere la sentenza. Egli illustra con singolare efficacia il momento decisionale a volte tormentato del giudice nella lettura degli indizi e nella valutazione della prova. Si sofferma poi nella disamina del principio del libero convincimento e della prova legale, operando anche una interessante comparazione con  ordinamenti diversi da quello italiano. Quindi passa ad illustrare tale fenomeno in alcuni famosi casi giudiziari che l’hanno visto protagonista nella veste di giudice, come il caso Moro, il caso Orlandi e l’attentato al Papa.  E’ interessante la sua testimonianza che permette a chi lo ascolta di penetrare nel foro interno dell’uomo-giudice per visualizzarne le contorsioni, le paure i dubbi e quindi le sofferte decisioni, tra le quali quella di condannare o assolvere un imputato. Il relatore evidenzia poi l’importanza che assumono le indagini difensive nell’allontanamento  dello spettro dell’errore giudiziario e nell’accertamento della verità.

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Dott. Ugo Ricci

Docente di Genetica Forense  dell’Università degli Studi di Firenze.

Il relatore illustra bene come l’approccio scientifico possa contribuire alla risoluzione dei casi giudiziari, ed essere di ausilio sia alla difesa che all’accusa, attraverso le varie specialità della moderna criminalistica,  quali la dattiloscopia, la balistica, la grafologia, le indagini biologiche. In particolare si sofferma ad illustrare le più avanzate tecniche di prelievo e accertamento del profilo genetico della persona, nonché le potenziali  superfici dalle quali è possibile raccogliere tracce del DNA. Il relatore, valente genetista forense e ricercatore, ha offerto un quadro chiaro delle scienze forensi in genere e dell’evoluzione dello studio e ricerca in tema di DNA per l’accertamento dei fatti e quindi per l’accertamento della verità. Infine il relatore manifesta la necessità di istituire una banca dati nazionale del DNA, come già prevista in quasi tutti gli altri paesi europei e non, al fine di consentire un immediato riscontro tra profilo genetico raccolto e quello presente in archivio.  

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Alberto Paoletti

Presidente Reg. Federpol, Membro commissione codice deontologico investigatori privati

Il relatore propone il punto di vista dell’investigatore privato, prezioso ausiliario del difensore nell’indagine privata che, come previsto dall’artt. 391 bis c.p.p, può affiancare il difensore nell’attività  di investigazione difensiva. Il relatore ripercorre l’escursus normativo della Legge sulla privacy dal 1996 al 2003, chiarendo le distinzioni fra dati personali e dati sensibili, evidenziando inoltre gli aspetti deontologici, gli strumenti e le modalità operative di ricerca della prova in ambito privato, all’interno dei limiti posti dalla legge penale con il reato di interferenze illecite nella vita privata di cui all’art.61 bis c.p. Il relatore delinea i profili normativi e gli aspetti operativi dell’investigazione privata  evidenziando i limiti che l’indagine privata incontra proprio in ragione della  Legge sulla Privacy. Nel fare tutto questo, egli offre un quadro d’insieme completo ed esaustivo di una materia  interessante e nuova quale quella dell’investigazione privata, evidenziandone correttamente  gli spazi ed al contempo i limiti con riferimento anche all’investigazione pubblica.  

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Avv. Eraldo Stefani

Docente di Diritto e Scienze delle Indagini difensive nel Master
in Scienze Forensi dell’Università degli Studi di Roma  “La Sapienza”.


Il relatore si sofferma sulla scelta del sistema accusatorio, adottata dal Legislatore italiano con il nuovo codice di procedura penale del 1988, ed evidenzia il ruolo di rilievo che assume l’iniziativa di parte, sia pubblica che privata, nella individuazione e raccolta delle fonti di prova. Questo nuovo impianto del processo penale ha determinato la creazione di una nuova moderna figura del difensore, soggetto dinamico ed intraprendente che va alla ricerca delle fonti di prova e porta al Giudice un proprio contributo all’accertamento dei fatti e quindi all’accertamento della verità, in parallelo al pubblico ministero.
Il nuovo ruolo del difensore, che assume una posizione più pubblicistica rispetto al passato allorquando vigeva il vecchio codice di procedura penale del 1930, gli impone, più di prima, il rispetto rigoroso delle norme deontologiche.
Il relatore illustra gli aspetti normativi afferenti le indagini difensive, introdotti il 24 ottobre 1989 con l’art.38 norme di attuazione al codice di procedura penale, ed analizza la recente disciplina delle indagini difensive, introdotta con legge del 397/2000 entrata in vigore il 18 gennaio 2001, evidenziandone le modalità operative, l’utilizzabilità processuale e le condizioni di operatività in sicurezza per evitare eventuali profili di responsabilità dell’avvocato. Egli delinea un vero e proprio protocollo che il difensore dovrà scrupolosamente osservare nell’espletamento dell’attività di indagine difensiva.
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